|
Osservatorio sui Saldi invernali 2010 - Provincia di Padova |
|
|
|
Un dato sicuramente positivo quello che emerge in questi primi 15 giorni di saldi, dichiara il Presidente Nicola Rossi.
In questi primi giorni, continua il Presidente, ci si è giocato il 60% del totale dei saldi, quindi, in provincia di Padova una sessantina di milioni sono stati dedicati dalle famiglie ai saldi.
I risultati sono stati sicuramente positivi, continua Rossi, con molti esercenti che hanno dichiarato incrementi rispetto ai saldi del gennaio 2009 superiori anche del 20%.
Certo il dato positivo dei saldi non risolve la difficile situazione del settore moda che ormai da anni è attraversato da una profondo consentimento dei consumi ed il vendere ormai il 40-50% delle merci con sconti che arrivano fino al 50% non dà respiro alla redditività degli esercizi ed infatti gli ordini per le prossime stagioni sono alquanto in difficoltà.
I saldi ormai sono diventati una forma di acquisto, una occasione di shopping aspettato dai consumatori e che sta incontrando il loro favore.
Le iniziative portate avanti dalla Camera di Commercio di Padova e dalle associazioni di categoria e dei consumatori hanno prodotto buoni risultati se pensiamo che da un lato sono crollate le denunce contro i furbetti di turno e dall’altro abbiamo avuto un notevole incremento di clienti saldisti provenienti dalle altre province del Veneto e dalle vicine Lombardia ed Emilia Romagna.
Chi oggi parla di liberalizzazione dei saldi evidentemente sta barando. In realtà nel veneto le forme speciali di vendita sono già completamente libere, dichiara Rossi. Qualsiasi esercizio, piccolo o grande può effettuare vendite promozionali durante tutto l’anno, unica eccezione i trenta giorni precedenti la data di inizio dei saldi di fine stagione.
Lo sconto sui prodotti messi in vendita può essere fatto dai negozianti in ogni momento dell’anno.
La così detta legge sui saldi tutela esclusivamente i consumatori rispetto a forme di pubblicità ingannevoli.
Quello che non si può fare, infatti e’ pubblicizzare una iniziativa promozionale nel settore della moda usando la parola saldi o liquidazioni.
Pensiamo in assenza di una legge che regolamenti le forme di promozioni, in particolare le parole usate, cosa potrebbe inventare la grande distribuzione con prodotti civetta venduti come liquidazioni o saldi.
Tutta la legge regolamenta infatti solo ed elusivamente le forme di comunicazione, parlare di liberalizzazione di una cosa già libera mi sembra francamente assurdo, prosegue Rossi.
In questo modo si garantiscono esclusivamente i consumatori verso pubblicità ingannevoli.
Le vendite promozionali, continua il Presidente Rossi, sono già ampiamente liberalizzate nel Veneto. Occorre invece ritardarne l’inizio, portarle a fine gennaio attraverso una conferenza stato regioni che omogeneizzi la data di inizio in tutto il nord d’Italia. Infatti se il Veneto partisse a fine gennaio e la Lombardia e l’Emilia Romagna partissero ad inizio gennaio avremmo una migrazione di consumatori padovani verso quelle regioni.
Il settore moda della Confesercenti è ovviamente disponibile ad ogni confronto ma ovviamente su temi concreti.
|